Perché Minerva

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Un territorio simbolico

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Una nuova azienda

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Una voce ambientalista

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Perché Minerva

Minerva era considerata la dea delle attivitá intellettuali e della guerra per le giuste cause. Era saggia, leale, e combatteva al fianco degli onesti >>

Un territorio simbolico

La Valle del Sacco è diventata un luogo simbolo delle battaglie ambientaliste, grazie all’impegno dei cittadini e delle amministrazioni comunali >>

Una nuova azienda

Nasce il Consorzio Minerva, la nuova azienda pubblica di gestione rifiuti per la Valle del Sacco. Efficace, etica e in difesa dei valori ambientali >>

Una voce ambientalista

Come la dea Minerva accanto al sostegno per le giuste cause del nostro territorio, vogliamo promuovere la cultura sostenibile in tutta Italia >>

Alessio Ciacci, nell’ultimo viaggio in Brasile, su invito dell’Ambasciata italiana e dell’Istituto Rifiuti Zero Brasile, racconta la proficua esperienza e il bagaglio di una settimana di incontri e confronti.
Come nasce una strategia Zero Waste? “L'unico modo di gestire correttamente i rifiuti consiste nella partecipazione dei cittadini e nello scambio di buone pratiche” – così Alessio Ciacci, rientrato dal lungo volo transoceanico, commenta la sua esperienza in Brasile dove ha partecipato a fine marzo alla "Settimana dell'Ambasciata verde”, per uno scambio internazionale sulle migliori pratiche di gestione dei rifiuti urbani tra Italia e Brasile.

Alessio Ciacci, manager e amministratore unico della società pubblica Minerva Ambiente, ha contribuito a questo importante momento di scambio dando risalto alle esperienze italiane e ridefinendo i confini entro cui muovere i passi di una nuova consapevolezza sul tema rifiuti. Una consapevolezza che parte dall’assunto che "ogni servizio che nasce, si adatta e si sviluppa in base a caratteristiche locali e a processi organizzativi e culturali del loco”. Anche qui da noi, in Italia, “il successo delle iniziative di raccolta differenziata è dovuto al percorso di coinvolgimento della cittadinanza”.

Da quando iniziammo il percorso “Verso Rifiuti Zero” a Capannori nel 2007, con l’introduzione della raccolta domiciliare e poi della tariffazione puntuale fino alle tante esperienze seguite in varie regioni italiane, l’elemento della partecipazione è sempre stato fondamentale per il successo di questi percorsi. Oggi invece in Italia centinaia di comuni hanno avviato percorsi simili, con un impatto positivo sull’ambiente ed il coinvolgimento di milioni di abitanti. Più di 100 Comuni italiani hanno raggiunto il 90% di raccolta differenziata, e altri 1.168 Comuni hanno raggiunto l'80%. Numeri importanti e resi possibili grazie alla condivisione di buone pratiche e di informazione rivolta ai cittadini”.
Buone pratiche di formazione e informazione messe in atto con ottimi risutati anche oltre oceano.

“L’Ambasciata italiana a Brasilia ha fatto propri i principi di sostenibilità e partecipazione necessari per la costruzione di un futuro sostenibile, ha avviato il compostaggio di tutti i propri scarti organici, e la separazione del 97% dei rifiuti prodotti. Il Convegno è stata un’occasione importante per celebrare questi importanti risultati, alla base della certificazione “Lixo Zero” rilasciato dall’Istituto Rifiuti Zero Basile, guidato da Rodrigo Sabatini. Durante la Settimana Ambasciata Verde sono stati poi presentati altri casi virtuosi, come il programma Escola Lixo Zero a Rio de Janeiro, che offre struttura e contenuti per pratiche sostenibili in oltre 1.000 scuole della rete statale di istruzione, oppure il brevetto brasiliano del riciclo delle cicche esauste da sigaretta.”

Solo con l’impegno di tutti possiamo costruire un’economia davvero circolare e una riduzione dei nostri impatti ambientali, divenuti insostenibili per il pianeta “il nostro compito non può essere quello di amministrare il presente,- dichiara Ciacci- ma costruire risposte ai problemi che non possiamo scaricare sulle future generazioni”. In gioco c’è “il futuro dell’umanità e dei nostri figli”, racconta Ciacci “Questa è una sfida di etica e responsabilità che non possiamo perdere”.

Minerva Scarl

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